TIME MACHINE – vedere e sperimentare il tempo: presentazione della mostra

TIME MACHINE – vedere e sperimentare il tempo: presentazione della mostra

La mostra

Time Machine, affronta il modo in cui il cinema e altri media fondati sull’immagine in movimento come il video e le videoinstallazioni hanno trasformato, nel corso della loro storia, la nostra percezione del tempo.

Cinema, video e videoinstallazioni vengono interpretati come “time machines”: media capaci di registrare, archiviare e ri-presentare tutta una serie di fenomeni visivi e audiovisivi che si svolgono nel tempo; come media che rendono possibili diverse forme di viaggio nel tempo (con un rinvio esplicito al racconto di fantascienza The Time Machine [La macchina del tempo], pubblicato da H.G. Wells nel 1895, lo stesso anno in cui ha luogo la prima proiezione pubblica del Cinématographe dei Fratelli Lumière); infine, come media che operano diverse forme di manipolazione temporale, attraverso tecniche come l’accelerazione e il ralenti, l’inversione e il loop, il time-lapse.

La struttura della mostra

Articolata in diverse sezioni dedicate ad ognuna di queste forme di alterazione del flusso temporale, la mostra Time Machine propone allo spettatore un affascinante viaggio nel tempo, un viaggio in cui il tempo si rivela in tutta la sua relatività e plasticità.

Sviluppata attraverso le 26 stanze e i 700 m2 della superficie espositiva del Palazzo del Governatore a Parma, la mostra si apre con una proiezione della sequenza del viaggio nel tempo nel film 2001. Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick.

A partire dall’incontro con una sequenza che richiama da vicino alcune delle forme più “psichedeliche” del cinema sperimentale degli anni ’60, lo spettatore attraversa poi quattro grandi sezioni, intitolate “Flussi”, “Frammentazioni”, “Oscillazioni”  e“Ri-montare il tempo”.

La mostra presenta proiezioni di estratti di film e videoinstallazioni che attraversano tutta la storia del cinema e delle immagini in movimento: dalle “vedute” dei Fratelli Lumière e dai film “cronofotografici” di Etienne-Jules Marey, fino a una serie di opere di artisti e registi contemporanei come Martin Arnold, Rosa Barba, David Claerbout, Douglas Gordon, Ange Leccia, Bill Morrison, Jacques Perconte.

I curatori

Nata da un’idea di Michele Guerra, la mostra è curata da Antonio Somaini Professore ordinario di teoria del cinema, dei media e della cultura visuale all’Université Sorbonne Nouvelle Paris, Eline Grignard Curatrice e ricercatrice presso l’Université Sorbonne Nouvelle, Paris e Marie Rebecchi Curatrice e ricercatrice presso l’Université Sorbonne Nouvelle, Paris.

I curatori sono tutti attivi sia nel campo della ricerca universitaria che in quello della curatela di mostre e della programmazione di eventi dedicati al cinema e all’immagine in movimento.