SERATA FINALE DEL PARMA FILM FESTIVAL: QUANDO LA DIVERSITÀ È DIETRO L’ANGOLO

SERATA FINALE DEL PARMA FILM FESTIVAL: QUANDO LA DIVERSITÀ È DIETRO L’ANGOLO

La 23° edizione del Parma Film Festival, prima a essere completamente digitale, è giunta alla fine. Tanti sono stati gli ospiti e gli aspetti della settima arte trattati. Quest’ultima serata non è stata semplicemente di chiusura ma anche un’occasione per esplorare un’altra tematica interessante. Siamo spesso abituati, infatti, a pensare che gli scenari più bizzarri e particolari si trovino molto lontani da noi, quando non è affatto così.

LODO GUENZI

Il primo ospite della serata, Lodo Guenzi, frontman del famoso gruppo indie La stato sociale, ha raccontato la sua prima esperienza da attore cinematografico nel film Est – dittatura last minute(2020). La pellicola descrive il viaggio (autobiografico) di tre amici che nel 1989 decidono di partire ‘dalla Romagna alla Romania’.

Il paese è molto vicino all’Italia, geograficamente parlando, ma nel 1989 era molto distante dal nostro sotto moltissimi aspetti. “La generazione degli anni ‘80 è stata l’ultima che, facendo relativamente pochi chilometri, aveva la possibilità di vedere un mondo completamente diverso” commenta Guenzi. Nonostante possa considerarsi storica, la pellicola si rivolge a diverse generazioni: ai ventenni che si possono identificare nel percorso di crescita dei protagonisti e agli adulti che hanno vissuto viaggi simili.

Il cantante del gruppo indie, di origine bolognese, ha studiato recitazione presso l’Accademia di Arte Drammatica ‘Nico Pepe’ di Udine, rendendolo principalmente un attore a detta sua. Dopo aver lavorato per anni in diversi teatri e, ovviamente, come cantante è approdato con questo film nel mondo del cinema, con qualche difficoltà iniziale. “Si diventa artisti per potersi svegliare tardi e il set ti costringe ad alzarti alle 4:30” ironizza Guenzi. “Come ci sono riuscito? Grazie agli amici: sul set lo siamo diventati tutti”.

DAVIDE DEL DEGAN

Ormai, per molti aspetti, la Romania non è più quel mondo alieno come poteva apparire negli anni ’80. C’è, invece, in Italia, un posto che sembra, per certi versi, essersi fermato al passato. A Trieste, infatti, esiste un lido, il Pedocìn, dove uomini e donne sono collocati in due settori, separati da un muro, esattamente come alla fine dell’ottocento.

Davide Del Degan, che presto sarà uno dei docenti del corso di alta formazione in cinema e documentario a Parma, ha dedicato a questo singolare luogo un documentario, L’ultima spiaggia, presentato al Festival di Cannes nel 2016. Lui stesso è stato ospite, fin da piccolo, della spiaggia e aveva sempre avuto in mente di realizzarvi un film.

Le cose non sono andate come sperava all’inizio del progetto. “Nessuno aveva fatto, per oltre un secolo, qualcosa sul Pedocìn, poi, nel momento in cui mi accingevo a realizzare il mio documentario, scopro che qualcun altro stava lavorando a qualcosa di simile” commenta Del Degan. “Sarebbe stato sciocco realizzare due documentari identici”. Questo ha portato Davide a contattare l’altro documentarista, Thanos Anastopoulos, e realizzarlo insieme a lui.

Quello che può, per le persone esterne, essere un mondo anacronistico, per i frequentatori del lido, invece, è assolutamente normale. Uomini e donne, infatti, si sentono più liberi di esprimere loro stessi: gli uomini possono parlare in maniera molto più spontanea, le donne hanno uno spazio dove, in un certo senso, si sentono più protette, per questo lo difendono strenuamente da qualsiasi elemento estraneo.

Dopo la chiacchierata, il pubblico ha potuto vedere il film direttamente sul sito del Festival.

Link al sito del Festival: https://www.parmafilmfestival.it/

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