SECONDA SERATA: UN VIAGGIO TRA PASSAto, Presente e Futuro

SECONDA SERATA: UN VIAGGIO TRA PASSAto, Presente e Futuro

Il Parma Film Festival si fa sempre più vivo. Durante la seconda serata, infatti, si sono susseguiti diversi ospiti che hanno trattato il cinema sotto molteplici punti di vista. Tutto è iniziato partendo dal libro di Aldo Tassone dedicato a Fellini per poi proseguire con una delle attuali protagoniste del nostro cinema, Susanna Nicchiarelli, fino ad arrivare al documentario di Stefano Cattini, Pentcho (2018).

FELLINI 23 1/2

Aldo Tassone ha passato oltre vent’anni a stretto contatto con Fellini direttamente sui suoi set: dal ’69 con Fellini Satyricon fino al ’90 con La voce della luna. Durante questo ventennio lo ha più volte intervistato e ha imparato a conoscerlo quasi intimamente. Dopo oltre quarant’anni di lavoro ha completato quello che è un atto d’amore per uno dei più grandi maestri del cinema.

Attraverso un dialogo leggero, Roberto Chiesi e Primo Giroldini hanno aperto la serata discutendo dell’opera in questione, Fellini 23 1/2. Il titolo fa riferimento ai film del regista romagnolo. Grazie a un’antologia critica, italiana e straniera, sono analizzati i vari lungometraggi. La cosa più interessante, però, è che le varie opinioni sui film e sul regista siano apertamente criticate dall’autore: da questo si evince la grande passione che anima il libro che non permette il distacco ma trasmette un vivo ardore.

SUSANNA NICCHIARELLI

La passione, politica questa volta, è stata la base che ha accumunato Susanna Nicchiarelli a Eleanor Marxs. La regista, parlando del suo cinema, si è cimentata in un’analisi del suo ultimo lavoro, Miss Marxs (2020). La caratteristica principale dell’opera è il costante dialogo tra passato e presente. Pur essendo ormai di due secoli fa, la figlia di Karl Marxs ha tutte le caratteristiche di una donna contemporanea: non è sposata, non ha figli, è autonoma e non è dipendente dal suo compagno. Detiene, in sintesi, il controllo della sua vita. Diverse sono state le ispirazioni per questo lungometraggio, dalla musica punk, ai quadri impressionisti, fino a certe opere ‘femministe’, come Marie Antoinette (2006) di Sofia Coppola.

Classe 1975, Susanna Nichiarelli ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema lavorando con Nanni Moretti. Dopo una serie di cortometraggi, ha esordito alla regia nel 2009 con Il cosmonauta. Pochi anni fa, tuttavia, è salita alla ribalta con il film Nico, 1988 (2017) incentrato sulla figura di Nico, ex musa di Andy Warhol.

“Eleanor credeva che la rivoluzione comunista avrebbe portato a un futuro migliore, ma abbiamo visto che così non è stato. Dalle crisi, infatti, sono prevalsi movimenti totalitari e terribili. Bisogna comunque credere in un futuro” ha sottolineato la Nicchiarelli. “Non abbiamo alternative se non avere fiducia nel futuro”.

PENTCHO

Come Susanna, anche Stefano Cattini ha dialogato tra passato e presente. L’ultima parte della serata è stata incentrata sul suo documentario Pentcho. La storia di 520 ebrei che nel 1940 sono scappati su un battello da Bratislava, per sfuggire alla persecuzioni naziste, durante tre anni, ha colpito talmente tanto Stefano da decidere di ripercorrere lo stesso viaggio compiuto ormai oltre settant’anni fa.

Quello che ha voluto fare Stefano Cattini, filmmaker emiliano e docente del corso di cinema e documentario a Parma, non è stato un lavoro puramente storico: ha voluto far rivivere la poesia dei ricordi attraverso la testimonianza dei vari protagonisti. La testimonianza è stata portata direttamente al Parma Film Festival con la partecipazione di Karl Farkash, uno dei protagonisti del viaggio, che oggi ha 92 anni ma è più arzillo che mai.

La seconda serata si è conclusa con la visione del documentario direttamente dal sito del Festival.