QUARTO GIORNO DEL PARMA FILM FESTIVAL TRA ROMA E ZOMBIE

QUARTO GIORNO DEL PARMA FILM FESTIVAL TRA ROMA E ZOMBIE

Il festival si sta avviando verso la conclusione ma vi sono ancora diversi eventi da seguire. La quarta serata si è aperta con la presentazione dell’ultimo libro dedicato a Federico Fellini per poi proseguire con una chiacchierata col regista emiliano Giorgio Diritti, che ha presentato il suo ultimo cortometraggio.

La Roma di Fellini

L’assessore Michele Guerra ha dialogato con Andrea Minuz, docente di storia del cinema presso l’università La Sapienza di Roma e autore del libro Fellini, Roma. Partendo dal film di Fellini del ’72, Roma, il docente ha analizzato il rapporto del regista con la città eterna.

Per quanto il film sia uno dei meno conosciuti, è una vera e propria antologia della visualità felliniana. La sua natura episodica permette, infatti, di mostrare quante più immagini possibili dell’arte del maestro.

Attraverso l’analisi del film, Minuz si cimenta ad analizzare il complesso rapporto che il regista ha intrecciato con la città, tanto da far sì che le sue categorie estetiche diventassero quelle di Roma. Bisogna tener presente, per comprendere in pieno questo rapporto, che per Fellini la capitale del nostro Paese è sempre stata vista come un mito, esaltata dal regime fascista durante la sua giovinezza.

Un aneddoto interessante riguarda il primo manifesto del film. Per la presentazione al festival di Cannes nel ’72 era stata creata una locandina con la modella di colore, Donyale Luna, avente tre seni, richiamante la lupa romana: le femministe di allora l’hanno imbrattato di vernice rossa ed è stato così cambiato. La scelta di tale manifesto era dovuta al fatto che Fellini avesse sempre trovato una certa primitività quasi africana nella città, resa perfettamente in questo lungometraggio.

Zombie di Giorgio Diritti

L’altro evento della serata è stato l’incontro col regista, sceneggiatore e montatore bolognese Giorgio Diritti. Il cineasta, dopo aver tenuto un corso in Sceneggiatura e Regia presso la Fondazione Fare Cinema di Bobbio, ha realizzato con i suoi studenti il cortometraggio Zombie (2020), che ha chiuso la settimana della critica al Festival di Venezia.  

La storia si concentra su due genitori in crisi, i quali, direttamente e indirettamente, creano dei traumi alla giovane figlia la notte di Halloween. Non fatevi ingannare dal titolo e da questo breve riassunto: non vi sono mostri che mangiano carne umana o elementi horror se non i comportamenti degli stessi genitori.

“Nel quadro familiare le cose s’incrinano ma è importante mantenere la sfera di protezione e amore nei confronti dei figli in ogni caso” spiega Giorgio Diritti, ben consapevole che questo spesso non accada. Nonostante non sia una vicenda autobiografica, l’idea è nata dall’interscambio che c’è stato tra il regista bolognese e i suoi studenti. “Se qualcuno si predispone al dialogo, impara sempre qualcosa. Questo corto è nato proprio perché ne è nato uno: abbiamo così cercato di parlare di qualcosa di vero che facesse parte della loro vita”.

A chiusura del dialogo, prima di vedere il film sulla piattaforma Vimeo, Giorgio Diritti ha dato alcuni consigli ai giovani registi. “Oggi non c’è più quel senso di verosimile, nato dall’osservazione della realtà: bisogna mettersi di nuovo a osservarla”. A tal proposito cita un tale in bicicletta con una bandiera sulle spalle che ha visto sfrecciare in pieno lockdown; in pochi secondi gli ha trasmesso un senso di libertà ed evasione: un’ottima apertura per un film.

Link al sito del Festival: https://www.parmafilmfestival.it/

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