Passi all’interno di un Centro Giovani 

Passi all’interno di un Centro Giovani 

 

È il secondo inverno che passeggio tra le strade di questa città che mi ha accolta, dopo altre strade battute tra il Nord e il Sud Italia. Sono al secondo anno in Progettazione e coordinamento dei servizi educativi, un percorso di studi che mi ha scelta e non io a farlo razionalmente, una cosa che continua a entusiasmami ancora oggi. È arrivato il momento di scegliere una struttura in cui svolgere il tirocinio e che ogni Facoltà prevede, una scelta importante affinché si possano rendere azioni quei processi messi in moto attraverso i libri. Dopo diversi colloqui e peripezie per individuare l’ambiente che cercavo eccolo arrivare: andrò alla Scuola del Fare

. La Scuola del Fare è un Centro Giovani, all’interno di Casa nel Parco, spazio di convivenze e condivisioni assieme a Officine On/Off e FabLab Parma (spazio di coworking e fabbricazione digitale). Il Centro è di giovani, dai 12 ai 21 anni di età, del quartiere San Leonardo ma anche di chiunque desideri frequentarlo, una realtà “ibrida” caratterizzata dalla presenza di un’equipe educativa e da professionisti ed esperti, legati al mondo della fabbricazione digitale e all’autoimprenditoria, che si trovano ad attraversare (e non solo fisicamente) lo spazio che affaccia sul parco del Naviglio. Più conosco questa realtà più sono felice della mia scelta: è un contesto aggregativo per la socializzazione, un cantiere per l’espressione di sé, un’officina educativa per la crescita, una risorsa per e della comunità di quartiere. La natura del contesto è molto affine alla mia formazione anch’essa ibrida, sono laureata in Beni culturali e ad oggi laureanda in ambito educativo e, aldilà delle definizioni dei percorsi accademici, La Scuola del Fare abbraccia il mio interesse per l’espressività sia essa creativa o relazionale e, alla fin dei conti, è il mezzo per entrare in contatto con sé e con il mondo. Tre mesi, per un totale di 150 ore, mi hanno vista osservare prima, sperimentare dopo e interiorizzare tutt’ora, tanto il ruolo dell’educatore quanto quello del coordinatore. Gran parte del mio tempo ed energie le ho però dedicate a scoprire la relazione educativa, a scoprire i ragazzi e attraverso loro scoprire me stessa. Studiare insieme il francese, l’informatica e l’italiano, letteralmente insieme perché solo per l’ultima materia potevo “sentirmi più avvantaggiata”. Giocate infinite a carte poi, tra intime chiacchierate e urla di divertente competizione e ancora: pallavolo, basketball, pennelli e colori e braccialetti costruiti da margherite raccolte nel parco.

All’inizio, come solo i gatti ci insegnano egregiamente, ci siamo “studiati a vicenda” e abbiamo imparato a fidarci, conoscerci e capire quali modalità di relazione emergevano dall’incontrarsi, senza forzatura alcuna e sempre attendendo i tempi di ognuno. Successivamente le attività all’interno del Centro sono diventate sempre più interessanti, collaborazioni con le realtà del quartiere sociali e culturali, il peregrinare di orde di giovani tra i diversi Centri disseminati per la città e il vederli fondersi tra loro, per poi far ritorno ognuno al proprio porto sicuro di quartiere. Abbiamo provato anche a interessarci di emozioni, ci siamo sporcati testa, mani e cuore con il mondo emotivo; emozioni che già gli adulti portano spesso con sé come zavorre, ma che gli adolescenti sbraitano a suon di “permettimi di sentimi così”, lo abbiamo fatto con suggestioni attraverso vari linguaggi (parole, musica, pittura, fotografia) e anche lì quante sfide per tutti, me compresa! Mi son stupita delle intuizioni, sensibilità e doti che ho scoperto in me, ma quante cose ancora da imparare… perché c’è sempre la necessità di accogliere gli imprevisti e limiti senza timore di perdere la bussola: bussola come dovere di ricordare costantemente la ragione di ogni nostra azione e quali le priorità del nostro agire, delle priorità che hanno a che fare con ciascuno di questi meravigliosi ragazzi, uno per uno, nessuno escluso e che si ha la fortuna di incontrare e accompagnare tra le strade della città o varcando la soglia di uno di questi Centri Giovani.