Mostre Storiche a Parma: AZ – Arturo Zavattini Fotografo. Viaggi e cinema, 1950-1960

Mostre Storiche a Parma: AZ – Arturo Zavattini Fotografo. Viaggi e cinema, 1950-1960

La Mostra fotografica di Arturo Zavattini, che si svolse a palazzo Pigorini  dal 13 aprile al 3 Giugno 2018, ebbe un notevole afflusso di visitatori, a dimostrazione della grande capacità del fotografo di raccontare per immagini i cambiamenti in un decennio cruciale della storia del Novecento. Direttore della fotografia, figlio di Cesare, scopre la fotografia nel 1949, quando il padre gli regala la prima macchina fotografica: risalgono all’epoca le prime esperienze in camera oscura. Nel 1951, grazie a Vittorio De Sica che lo presenta ad Aldo Graziati, direttore della fotografia di “Umberto D”, inizia il suo lavoro nel cinema. Operatore e direttore della fotografia di molti film italiani e stranieri ha esordito come fotografo accompagnando Ernesto de Martino nella sua prima spedizione etnografica in Lucania, nel giugno 1952. Nel 1982 firma la fotografia di “La veritaaaà”, unico film scritto, interpretato e diretto da suo padre. Si dedicherà poi interamente alla cura dell’Archivio Cesare Zavattini, che guida tuttora.

La mostra venne curata da Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma e prodotta da Solares Fondazione delle Arti in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia.

Allestita su entrambi i piani di Palazzo Pigorini si articolava in cinque sezioni con oltre 180 fotografie in bianco e nero: immagini dell’Italia in pieno cambiamento sociale, dalla Lucania rurale ai bassi di Napoli, della Thailandia e di Cuba, e di storici set cinematografici. Da Nord a Sud l’autore posava il suo occhio fotografico sulla quotidianità della lucania, a cui è stato dedicato parecchio spazio (Tricarico, Matera), della pianura padana e della sua Luzzara (di dove è originario) senza dimenticare la capitale e un lungo excursus in paesi più esotici, tra Cuba in cui appare un giovane Che Guevara, e la più povera Thailandia.

Una sezione interessante era quella dei Backstage dove vi erano raccolte le immagini scattate in tempi diversi in alcuni dei set cui Zavattini partecipò, tra cui anche quello di Paul Strand in Emilia, a Luzzara, per la realizzazione dell’inchiesta che trovò esito editoriale nel libro “Un paese”, e quello di Federico Fellini per “La dolce vita”. Molte di queste fotografie raffigurano personaggi quali Strand e Fellini, Vittorio De Sica, Cesare Zavattini, Marcello Mastroianni, Sofia Loren, colti per lo più nei momenti di pausa durante le riprese cinematografiche.

In un momento storico così incerto come quello attuale, le foto della nostra identità sociale, di chi erano i nostri nonni e i nostri padri, del loro quotidiano così duro ma allo stesso tempo gratificante, riportano negli occhi di chi ha potuto osservare questa mostra, amore e orgoglio per la nostra nazione e per una italianità in parte perduta.

Autore: Marco Pegazzano, Settore Cultura – Comune di Parma