MARAT-SADE: l’innesto del testo di Weiss sulla partitura delle Quattro Stagioni Vivaldiane. Dal 1985 al 2005.

MARAT-SADE: l’innesto del testo di Weiss sulla partitura delle Quattro Stagioni Vivaldiane. Dal 1985 al 2005.

LA PERSECUZIONE E L’ASSASSINIO DI JEAN-PAUL MARAT

RAPPRESENTATI DAI RICOVERATI DEL MANICOMIO

DI CHARENTON SOTTO LA GUIDA DEL MARCHESE DI SADE

di Peter Weiss

Il primo allestimento del testo di Peter Weiss La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat rappresentati dai ricoverati del manicomio di Charenton sotto la guida del Marchese di Sade diretto da Walter Le Moli fu nel 1985 al Teatro Due di Parma. L’opera, nell’unica traduzione italiana di Ippolito Pizzetti si avvaleva dell’esecuzione musicale dal vivo de Le quattro stagioni da Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione. Opera VIII di Antonio Vivaldi nell’interpretazione di Fabio Biondi con l’Accademia Filarmonica Renzo Martini.

Realizzando un imponente progetto unico nel suo genere, Walter Le Moli innestò uno dei capolavori della drammaturgia del Novecento sulla folgorante partitura vivaldiana, dando così una funzione di primaria importanza drammatica non solo alla musica, ma alla presenza dell’Orchestra in palcoscenico.

Con un cast di oltre quaranta attori e musicisti lo spettacolo diede vita alla lucida rappresentazione di una realtà che, come scrisse Weiss, voleva gettare una luce sul “confronto tra Marat e Sade come conflitto dell’individualismo portato alle estreme conseguenze e idea della rivoluzione politica e sociale”.

Il lavoro, di raffinata incisività, ebbe un secondo allestimento nel 1986 a Parigi presso la Maison Culture 93 Bobigny con un cast francese che fra gli altri annoverava attori del calibro di David Warrilow(Marat), Daniel Emilfork(Sade), Evelyne Didi(Corday), André Wilms (Banditore), Michèlle Goddet (Simonne Evrard).

Tanta fu la risonanza dello spettacolo che quando, sempre nel 1986, l’emittente televisiva tedesca ZDF realizzò un film sul Teatro Due di Parma, dedicò ampio spazio alla versione italiana di Marat-Sade.

Nel 2005 Marat-Sade fu riallestito, con la produzione di Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Torino e Teatro di Roma – e con l’esecuzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi dell’Orchestra Europa Galante diretta da Fabio Biondi – andando ancora un po’ oltre: il testo di Weiss fu inserito nella partitura vivaldiana, come un vero libretto d’opera (pubblicato nel catalogo dello spettacolo). Marat – Sade divenne un grande esperimento di melo-dramma in cui gli attori erano invitati a un inedito recitar-cantando secondo il ritmo imposto dalle note.

Avvertivo da tempo la necessità di tornare ad affrontare il testo di Peter Weiss La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat rappresentati dai ricoverati del manicomio di Charenton sotto la guida del Marchese di Sade, opera che considero tra le più belle del Novecento, oggi assurta a ruolo di “classico.

Walter Le Moli, in occasione della messa in scena del 2005

In quest’opera, come ne L’estetica della resistenza dello stesso Weiss, è presente una tematica capace di superare l’afflato militante in cui il testo è nato (frutto di un preciso momento storico) per affrontare i temi di una complessa digressione filosofica, dove la tematica dell’agire e del precipitare diventa azione predominante. Nel testo la Forma acquista il valore di struttura in cui il segno estetico è valore etico: Forma e Sostanza paiono fuse in una concezione d’assoluta e stupefacente avanguardia. Peter Weiss struttura questa altissima disputa in forma di Sacra Rappresentazione, una specie di Messa – il rituale supremo – con coro, officiante, agnello sacrificale e il rito eterno del sangue che si trasforma in parola e la parola in sangue.

La nostra società ha in sé l’attenzione per il concetto di Forma: il rituale esiste in Occidente anche se diverso, per struttura e scopi, da quello Orientale. Quando venne rappresentata per la prima volta l’opera di Weiss la violenza sottesa al rito esplodeva nel finale e deflagrava in quella che “abitualmente” consideriamo la pazzia. Ma oggi non possiamo evitare di vedere che la Follia è il Potere: appartiene più al tollerante Direttore Coulmier che non ai ricoverati di Charenton. I pazzi, raccontati da Weiss, non sono che fantasmi: non sappiamo chi sono, come si chiamano, non sappiamo nulla neanche del paziente che deve interpretare Marat…

Gli unici “veri”, autentici personaggi in questa storia di follia, sono proprio Sade e il Direttore. E la storia, allora, non può che essere raccontata dal punto di vista del Marchese: Sade assume allora il ruolo di Dio, è colui che dà le parti, che scrive le parole da interpretare, che le impone agli altri e contemporaneamente pone domande e attende risposte come se gli uomini avessero davvero il libero arbitrio. Di fronte alla follia, del Potere, o meglio all’attuazione della profezia sulla tolleranza repressiva del Potere, quel che resta agli uomini è l’esecuzione di compiti senza alcuna partecipazione.

Per Weiss, gli attori devono operare su un triplice piano d’azione. Per prima cosa sono attori che recitano la parte degli attori che recitano la parte del “paziente” senza nome del manicomio di Charenton che recitano quella del “personaggio” che il paziente interpreta sotto la guida del Marchese De Sade.

Ma la follia non risiede più nell’agitazione dei ricoverati, non è nel disturbo sociale da reprimere, contingentare, incanalare. Non è più proponibile l’agitazione recitata.

La follia è altrove…

Ho preferito non insistere sulle turbolenze dei malati ma ingabbiare tutto e tutti in una super-struttura rigida e rigorosa in uno spazio in cui sono dichiarati ed evidenti i luoghi deputati della sacra rappresentazione, l’Inferno e il Paradiso.

Marat-Sade è la “monumentalizzazione” del teatro politico e quindi immaginato in forma di Teatro Musicale.

Il testo di Weiss è chiuso nella camicia di forza de Le quattro stagioni, tratte da Il cimento dell’armonia e dell’inventione, Opera VIII di Antonio Vivaldi, nell’esecuzione magistrale dell’Ensemble Europa Galante, diretta da Fabio Biondi. Se Le quattro stagioni rimandano alle quattro stagioni dell’uomo, della vita, della natura, della Rivoluzione, se sottili e intriganti legami esistono tra la figura del “prete rosso” Vivaldi e quella del “divin Marchese” de Sade, se vi sono rimandi allo storico allestimento di Brook, alla crudeltà, il tema del “doppio”, se l’attore diventa macchina al servizio di un’altra macchina – la Macchina Musicale – la pazzia assume allora l’ineluttabile colore dell’assenza.”

Cast 1985

Peter Weiss

MARAT – SADE

La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat

rappresentati dai ricoverati del manicomio di

Charenton sotto la guida del Marchese di Sade

traduzione Ippolito Pizzetti

Antonio Vivaldi

Le Quattro Stagioni

da “Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione” – Opera VIII

Sade Giancarlo Ilari

Jean-Paul Marat Roberto Abbati

Charlotte Corday Laura Cleri

Banditore Silvano Pantesco

Simonne Evrard Cristina Cattellani

Monsieur Coulmier Paolo Bocelli

Duperret Alberto Branca

Jaques Roux Emilio Zucchi

Cucurucu Carlo Cantini

Kokol Sergio Filippa

Rossignol Rosalba Guidi

Polpoch Pino L’Abbadessa

Paziente Elvira Pallone

Suora Cristina Sanmarchi

Suora Carlotta Mattiello

Suora Milena Metitieri

Suora Clara Foglia

Suora Cristina Terzoli

Moglie di Coulmier Mariella Galante*

Figlia di Coulmier Mariangela Dosi*

Guardiani  Riccardo Monopoli*, Marco Sani*, Alberta De Moliner*, Lorenza Larini*, Mascia Mezzi*, Donatella Sarao*

Pazienti  Cecilia Crenna*, Concetto Spadola*, Valeria Vezzani*

violino solista Fabio Biondi

violino Rosetta Segreto

violino Silvia Falavigna

viola Robert Brown

violoncello Maurizio Naddeo

contrabbasso Patrizio Cioci

cembalo Leonardo Morini

Scene Tiziano Santi

Costumi Nullo Ricchetti

Adattamento musicale Alessandro Nidi

Luci Claudio Coloretti

Fonica Andrea Romanini

Trucco Cinzia Costantino

Ideazione e regia Walter Le Moli

Coordinamento tecnico Enzo Groppi – Macchinisti Giuseppe Caradente, Maurizio Mangia, Maurizio Bellezza, Roberto Baldi – Elettricisti Laura Pinna, Francesco Pozzi, Laura Saccani – Sarte Orazia Fazio, Nadia Ferrari – Amministrazione Pietro Bocchi, Anna Toscani, Giulia Horvath – Organizzazione Liliana Orsi, Nicetta Cavalli – Ufficio Stampa e P.R. Paola Donati, Anna Cremonini – Segreteria Anna Savio, Stella Baldi, Emanuela Barbacini – Fotograife Maurizio Buscarino – Trasporti Gondrand

*II anno scuola FARETEATRO del Teatro Due

Scene realizzate dal Laboratorio del Teatro Due Costumi realizzati dalla Sartoria del Teatro Due

Cast 2005

Peter Weiss

MARAT – SADE

La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat

rappresentati dai ricoverati del manicomio di

Charenton sotto la guida del Marchese di Sade

traduzione Ippolito Pizzetti

Antonio Vivaldi

Le Quattro Stagioni

da “Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione” – Opera VIII

esecuzione dal vivo Europa Galante

direttore e violino solista Fabio Biondi

violino Raffello Negri

violino Andrea Rognoni

viola Stefano Marcocchi

violoncello  Maurizio Naddeo

violone Francisco Josè Monteiro

clavicembalo Fabio Bonizzoni

tiorba Giangiacomo Pinardi

Sade Giancarlo Ilari

Jean-Paul Marat Roberto Abbati

Charlotte Corday Paola De Crescenzo

Banditore Davide Livermore

Simonne Evrard Cristina Cattellani

Monsieur Coulmier Paolo Bocelli

Duperret Marco Toloni

Jaques Roux Alessandro Loi

Cucurucu Maurizio Rippa

Kokol Sergio Filippa

Rossignol Roberta Sferzi

Polpoch Pino L’Abbadessa

Paziente Roberta Cortese

Suora Tania Rocchetta

Suora Francesca Ciocchetti

Suora Alessandra Tomassini

Suora Irene D’Agostino

Suora Chiara Tomarelli

Moglie di Coulmier Silvia Trentini

Figlia di Coulmier Valentina Virando

Guardiani Santija Bieza, Arianna Belloli, Vanessa Dassù, Shiy Jang, Elena Rolla, Giacomo Sivelli

Pazienti Sergio Bertolini, Anna Bocchi, Raffella Cesari, Norma Ferrari, Remo Fontana, Biagio Giovanni Manente, Mario Rossini

Ideazione e regia Walter Le Moli

Aiuto regia Karina Arutyunyan

Assistenti alla regia Laura Cleri, Caterina Vianello

Scena Tiziano Santi

Costumi Nullo Ricchetti

realizzati da Giovanna Avanzi

Regia luci Claudio Coloretti

Regia suono Paul Bergel

Produzione Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile Torino, Teatro di Roma

direzione allestimenti Mario Fontanini; direzione di scena Marco Albertano; truccatore Luca Oblach; capo elettricista Fondazione Teatro Due Luca Bronzo, Teatro di Roma Antonio Borrelli; elettricisti Marco Ballero, Davide Sardella; macchinisti Maurizio Mangia, Rahal Sami, Massimo Zanelli; decoratori Silvia Fantini, Mario Marsico, Gabriella Rotondi; fonici Andrea Romanini, Luca Pedrelli; capo sarta Luigia Lezi; sarte Elena Penello, Caterina Stefanini; parrucche Audello; realizzazione costumi Sartoria Fondazione Teatro Due; noleggio costumi Sartoria Ditta Arrigo; noleggio scarpe C.T.C. Pedrazzoli; supporto tecnico audio Reference Laboratory, Adamson, Spek-Trix, Audix, Innovason, Reference Cables.