L’ispirazione ritrovata: l’esperienza di Marco

L’ispirazione ritrovata: l’esperienza di Marco

Perché dedicare il proprio tempo libero in attività accostabili al volontariato? Io mi chiedo perché non dovrei dedicarlo”.

“Invece di passare il sabato mattina a non far niente, come spesso accade, ho una spinta per fare qualcosa di nuovo e interessante” spiega Marco in merito alla sua partecipazione alle iniziative legate al progetto youngERcard.

Marco, rispetto ad altri ragazzi che hanno partecipato al progetto, è diverso. Innanzitutto ha quasi trent’anni, quindi ben presto avrà superato l’età per partecipare alle iniziative che il progetto propone, oltre a essere uno dei più grandi. A differenza di molti che ragazzi ancora studenti, lui lavora e non ha molto tempo libero a disposizione.

Partendo da questi presupposti, si potrebbe pensare che Marco non abbia molto da dire o che non si sia sentito particolarmente coinvolto. In realtà è tutto il contrario. “Io ero il più vecchio, è vero, però non mi sono mai sentito un pesce fuor d’acqua. Anche da chi è molto più giovane c’è qualcosa da imparare, come un modo diverso di vedere le cose. Entrare in contatto con l’entusiasmo dei più giovani aiuta a rinvigorire il proprio.”

Marco, dopo essersi iscritto al punto youngERcard,di cui è venuto a conoscenza grazie ad un  Punto info che era stato allestito sotto i Portici del Grano_Piazza Garibaldi, ha partecipato alle giornate di Anteprima e a quelle dell’inaugurazione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020. La sua disponibilità era limitata al sabato e alla domenica, ma il suo impegno è stato costante. “Durante le attività, come attaccare i francobolli sui passaporti dei bambini, dare informazioni o altro, ricordo di aver interagito con una signora di circa cinquant’anni che faceva l’avvocato, con la quale ho avuto un bella conversazione. Mi è rimasto impresso perché è successo alla Fondazione Don Gnocchi, dentro cui non ero mai stato, pur essendo della zona.”

Nel complesso, Marco si ritiene molto soddisfatto di aver partecipato. “Questa è una bella esperienza per chiunque. Molti ragazzi e ragazze sono studenti universitari, indirizzati verso il settore culturale, ma anche chi fa tutt’altro, come me, può conoscere meglio la propria città, gli altri e fare qualcosa di utile.”

Tante cose sono arrivate a Marco, compresa una carta regalo Trenitalia quale premio per le ore di impegno civico prestate, premio che ha a sua volta regalato ad un altro ragazzo poiché lui in quel periodo lavora. Quello che ha però tenuto è stata la rinnovata fiducia nelle capacità degli altri di ispirare. “Spesso c’è molta superficialità nella vita di tutti i giorni. Non si dà abbastanza valore al fatto di prodigarsi per la comunità. Vedere così tante persone, giovani soprattutto, impegnarsi per la cultura e per la gente mi ha reso più positivo verso gli altri e verso le nuove generazioni. In particolar modo, vedere ragazzi che non hanno neanche diciotto anni impegnarsi è un bel segnale.”

Quello che è stato messo in atto con queste iniziative, secondo me, è un meccanismo virtuoso: osservare qualcuno fare qualcosa di positivo può convincere gli altri a imitarlo” conclude Marco, mentre riflette su quanto ha appena raccontato.

Prima di concludere l’intervista, Marco vuole condividere una frase scritta sul muro della sua palestra, che si adatta perfettamente allo spirito che gli ha trasmesso l’esperienza vissuta nell’ambito del progetto youngERcard e coloro che vi hanno partecipato: “Sii forte perché non sai chi stai ispirando”.

Marco

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