Ligabue & Vitaloni Dare voce alla natura

Ligabue & Vitaloni Dare voce alla natura

Ligabue & Vitaloni

Dare voce alla Natura

Nell’ambito delle manifestazioni di Parma Capitale della Cultura, la Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma, presieduta da Augusto Agosta Tota, promuove la mostra Ligabue & Vitaloni Dare voce alla Natura – ideata e realizzata da Augusto Agosta Tota, Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi. La rassegna si terrà a Palazzo Tarasconi nella centralissima Via Farini. Un ambiente storico spettacolare che risale alla fine del 1500-primi decenni del 1600, descritto nel catalogo della mostra da un approfondito saggio della Dott.ssa Chiara Burgio già funzionario Storico dell’arte Direttore Coordinatore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza. Lo spazio espositivo aprirà per la prima volta al pubblico dopo la completa ristrutturazione iniziata nel 2014 dal proprietario Corrado Galloni.

IL PALAZZO

Entrando nel palazzo ci troviamo nella corte di impianto rettangolare con portico a piano terra e loggiato al primo piano. Le colonne a sezione quadrata sono ornate da stemmi appartenenti ai casati della famiglia Tarasconi e di quelle ad essa imparentate: i Lalatta; i Baiardi; i Cantelli; i Dalla Rosa; i Terzi; i Torelli.

Nell’angolo a nord-est si apre lo scalone d’onore e, sul lato opposto, è la scala elicoidale.

Non meno suggestive sono le cantine al piano interrato, prescelte per l’allestimento della mostra. Presentano volte a botte unghiate con decorazioni ad affresco: a foglie nei sottarchi e a tralci di vite sulle vele e sulle pareti.

Il piano interrato è dotato di un’ampia ghiacciaia circolare con copertura a cupola, preceduta dal ghiacciarolo, utilizzato per la conservazione delle derrate alimentari.

LA MOSTRA

Antonio Ligabue è uno degli autori più geniali e originali del Novecento italiano. Delle opere esposte in mostra, 83 dipinti e 4 sculture, un nucleo importante è dedicato al mondo naturale, in particolare al regno animale; sono tigri, leoni, leopardi, iene, che Ligabue prima studiava sulle pagine dei libri e poi dipingeva, identificandosi con loro a tal punto da assumerne gli atteggiamenti. Ruggiva spaventosamente e imitava le movenze nell’atto di azzannare la preda. Nei suoi quadri la lotta per la vita è sospesa in un fermoimmagine che non ci permette di capire chi vincerà tra i due contendenti. E non sempre è chiaro che sarà colui che appare più forte il predestinato.

Anche Michele Vitaloni, artista internazionale, rappresentante di spicco della Wildlife Art e dell’iperrealismo scultoreo ci propone, attraverso 15 sculture, la reinvenzione del corpo degli animali selvaggi, in una dimensione insieme reale, come per bloccare l’immagine di esseri viventi che stanno per scomparire e ci ricorda quanta fauna straordinaria ci sia ancora, mentre noi stiamo distruggendo irreparabilmente il suo habitat, condannando a morte non solo loro ma anche noi umani.

ALLESTIMENTO

L’allestimento musivo, ideato da Cesare Inzerillo – artista diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Palermo, pittore scultore e scenografo – accompagna il visitatore in un percorso labirintico di grande suggestione: le tigri di Ligabue e Vitaloni passeggiano nelle stanze di Palazzo Tarasconi, e ci appaiono come visioni. Lì è la loro foresta.