L’arte sempre giovane: Cinque quadri per cinque ragazze

L’arte sempre giovane: Cinque quadri per cinque ragazze

Chi ha avuto la possibilità di entrare in un centro di aggregazione giovanile sa che in questi luoghi si creano connessioni uniche, relazioni che restano impresse, attraverso esperienze varie e significative. Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus, noi educatori dei CAG non ci siamo mai fermati e, anche da distanti, abbiamo continuato a portare avanti attività che permettessero di ri-connetterci con i ragazzi e che permettessero loro di esprimere le proprie emozioni e comunicarle al mondo esterno.

Parlando con gli adolescenti possono venir fuori gli argomenti più impensabili in modi poco prevedibili. E così ti ritrovi a parlare del senso della vita, di sogni, viaggi, passioni mentre ti improvvisi cosplayer, ascolti canzoni o ti dedichi al giardinaggio. Durante una di queste attività, lo “Spazio Girls”, abbiamo deciso di approfondire una frase che ci è capitata di fronte per caso: 

“Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima”, di George Bernard Shaw.  Da qui ogni ragazza ha voluto condividere un quadro che rappresentasse una parte di sé, delle proprie emozioni o vissuti, che parlasse in qualche modo di loro stesse.

Il primo quadro è “L’albero della vita” di Gustav Klimt e a presentarlo è Martina.

Ho scoperto dell’esistenza di questa opera quando ero piccola. Mi ricordo che già da allora ne rimasi affascinata per la simbologia che si nasconde dietro di esso. Uno dei dettagli che più apprezzo è la presenza del corvo su uno dei rami più vicini al tronco, esso  crea un alone di inquietudine che è un contrasto con il resto del Mosaico più chiaro e tranquillo. Posso dire che sia stata questa opera ad inaugurare ufficialmente la mia passione sfrenata per l’arte,  facendomi capire che bisogna scavare a fondo per carpire quelli che sono i simboli che si celano dietro ad una semplice immagine. Sono convinta che questa opera mi faccia provare qualcosa di molto forte quando la vedo, una sorta di agitazione, non in senso negativo, ma piacevole.

Il prossimo quadro è la “Guernica” di Picasso scelta da Arianna.

La guerra è un argomento che mi fa riflettere molto, in questo periodo spesso si paragona il nostro stato di emergenza alle guerre che hanno vissuto i nostri nonni. Questo quadro parla proprio di guerra, ma la rappresenta in modo diverso rispetto ad altri quadri, e sembra che parli alla guerra stessa.
Ciò che più i colpisce è che, nonostante ci siano molti dettagli inquietanti, sono presenti alcuni simboli che rappresentano la speranza, come la colomba, e il fiore che simboleggia la resilienza, qualità di cui adesso abbiamo molto bisogno.

Il quadro scelto da Giada è “Lo stagno delle ninfee” di Monet

Ho scelto questo dipinto, perché mi colpiscono molto i colori, nella mia vita non mancano mai, ritengo che la corrente degli impressionisti sia quella che mi rispecchia al meglio. Fanno pennellate veloci per cogliere il momento e ricordare la fotografia, infatti spesso dipingevano all’aria aperta. Monet era solito a rappresentare ninfee e acqua perché amava rappresentare la trasparenza, ed era solito anche ad ispirarsi ai paesaggi giapponesi, di cui io sono veramente innamorata. In particolare ciò che mi piace di più in questo quadro è che seguendo l’acqua si vede un orizzonte confuso, come se volesse farti immaginare cosa si trova più avanti, mi ispira a pensare al mio futuro.

Gloria ha scelto “La persistenza della memoria” di Dalì.

Quest’opera, nota anche come “Orologi molli”, fu dipinta da Salvador Dalì nel 1931. Egli era fiero di dichiararsi surrealista e fu pioniere di questo stile artistico, caratterizzato da figure deformi, accostamenti inconsueti e forme astratte. Questo dipinto mi piace e lo sento vicino perché rappresenta perfettamente una delle mie più grandi paure: lo scorrimento fuggevole del tempo. Ognuno percepisce la durata di ogni momento in modo differente e tante cose possono cambiare in pochi attimi. Questo dipinto mi mette pressione, mi porta a riflettere sul fatto che in brevi lassi di tempo possono cambiare molte cose a volte in modo irreparabile, allo stesso tempo mi fa sentire compresa.

L’ultimo quadro è “La ballerina” di Degas scelta da Daria

Degas è uno dei miei pittori preferiti perché con le sue ballerine rappresenta nei suoi quadri la mia passione, la danza. Questo quadro mi piace perché è “dinamico”, mi colpiscono molto i colori del tutù che con la sua trasparenza è in contrasto con lo sfondo più scuro. La leggerezza che trasmette la ballerina mi trasmette serenità e calma. Mi sembra di riuscire a immaginare la musica su cui la ballerina sta ballando e anche se non possiamo vederla danzare il quadro mi fa immaginare la fluidità dei suoi movimenti. Mi fa venir voglia di volteggiare!