La rinnovata fiducia negli altri: l’esperienza di Gaia

La rinnovata fiducia negli altri: l’esperienza di Gaia

Di questi tempi ritengo sia raro trovare qualcuno che possa aiutarti senza avare nulla in cambio. Questa esperienza ha aumentato la propensione in me ad aiutare gli altri.” spiega Gaia parlando delle giornate svolte nell’ambito del progetto youngERcard.

Nonostante la giovane età, neanche vent’anni compiuti, ha già capito che spesso le persone si possono approfittare della buona volontà che uno può avere. Tramite questa iniziativa, però, la fiducia negli altri è stata riconquistata e cementificata.

La prima volta che è entrata in contatto con le iniziative legate a youngERcard, Gaia si stava occupando di un progetto che può essere definito d’impegno civico, all’interno del contesto scolastico.

“Mi sono iscritta verso la fine del 2018, mentre stavo lavorando a un progetto per Officina Arti Audiovisive legato all’associazione Libera, incentrato sulla lotta alla mafia. Mi piace molto tutto quello che ha a che fare con foto e video, infatti il progetto si era concluso con la creazione di un cortometraggio”.

Durante quei giorni le è stato proposto di iscriversi alla youngERcard. Non era la prima volta che ne sentiva parlare e in quelle circostanze, tra agevolazioni e il supporto di un’amica, si è decisa a iscriversi. La prima esperienza in cui è stata coinvolta, era legata a una mostra al Liceo Artistico Statale Paolo Toschi tenutasi a settembre 2019, per proseguire con le giornate di anteprima di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 sotto i Portici del Grano_Piazza Garibaldi, fino alla mostra dedicata all’artista Piero Fornasetti,tenutasi nel Palazzo della Pilotta a settembre 2020.

I compiti a lei assegnati sono stati relativamente semplici: distribuire volantini, fornire informazioni alle persone e fare da guida. Se ci si fermasse a questo, potrebbe sembrare poco interessante, ma per lei non è stato così.

Gaia, infatti ha avuto la fortuna di trovarsi bene tra gli adulti che la seguivano e anche con i suoi compagni d’avventure.  “Ho avuto l’occasione di conoscere tante persone nuove, che tutt’ora sento. Molti di loro avevano più o meno la mia età.  I coordinatori del progetto mi hanno sempre supportata e ascoltata. Mi faceva sempre piacere partecipare a queste iniziative proprio perché sapevo che c’erano persone con cui mi sarei trovata bene a livello organizzativo ma anche personale”.

Quello che le ha dato vera soddisfazione, però, è stata l’interazione col pubblico. “Durante le giornate di anteprima di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, ad esempio, s’iniziava con lo scambio d’informazioni sui vari eventi della giornata per poi andare anche oltre. Dato che faccio amicizia facilmente e sono logorroica, interagire con altre persone mi fa molte piacere”.

Queste esperienze hanno poi coronato la carriera scolastica. “Alla maturità ho portato l’argomento Cittadinanza e costituzione. Dalla terza superiore in poi tutte le esperienze che vivi diventano parte integrante dello stage: ho spiegato così la funzione del volontario. Quello che ho voluto mettere in evidenza è il non fine di lucro di tutto ciò. Non si fa il volontario per pretendere qualcosa ma fare del bene e dare qualcosa agli altri”.

A causa del perdurare dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese, Gaia non sa quando riprenderanno le iniziative, però è certa di una cosa: “Se tutto ripartisse sarei la prima a propormi per dare una mano”.

 Gaia

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