Giovani a Parma….!!!

Giovani a Parma….!!!

Cosa ci manca dei nostri centri giovani in questi giorni pandemici?

Le sneaker, l’odore dell’olio del biliardino, Il ticchettio della pallina del pin pong, la musichetta soave di Minecraft, la sigla di Fifa 2015 (perché quella abbiamo…), le cartelle buttate ovunque anche se ci sarebbe un posto apposito per collocarle, le giacche accatastate all’ingresso, il rumore dei chewingum che sbiascicano in bocca, i profumi delle spezie di tutto il mondo, l’odore di adolescenza che trasuda in ogni dove, il rumore del pallone, le urla, il subbuteo, i giochi da tavolo, le carte da Uno,i laboratori artistici, gli innamoramenti che durano 7 minuti, le merende insieme, la capacità di fare i compiti in 4 minuti, i cambi di look repentini, la trap (si…anche quella), le impennate, l’odore delle patatine, le arrabbiature, le battute….

Forse alcuni di voi non conoscono la storia di questi luoghi…..

Era il 1986: giovani volontari del Gruppo Scuola, una realtà informale che accomunava persone di varia estrazione sociale e che si poneva l’intento di trasformare il proprio quartiere, iniziavano l’esperienza di Villa Ghidini, uno dei primi centri di aggregazione giovanile in Italia.

Nel quartiere Montanara urgevano interventi di ri-qualificazione urbanistica e sociale che non potevano più attendere l’intervento dello Stato. Quei volontari avevano deciso di occuparsi dei ragazzi che non avevano l’opportunità di finire gli studi e di condurre una vita da bambini, a causa delle disparità sociali ed economiche che vivevano e che erano costretti a subire in un territorio dimenticato, come tanti nel nostro Paese.

Servivano spazi di aggregazione, di socializzazione, dove poter valorizzare il gioco, la creatività, la condivisione.

Proprio l’efficacia di quelle azioni e la lungimiranza delle amministrazioni comunali che negli anni si sono succedute capendo l’importanza di tale progetto ci consentono oggi di parlare di un vero e proprio modello dei centri giovani della nostra città. Proprio la trasversalità dei colori politici e la tenacia delle istituzioni cittadine ha permesso di costruire nel tempo quello che da più territori viene additato come un buon esempio di politiche giovanili.

Nel 1996 nacque il centro giovani Montanara, nei locali dello storico edificio di Via Raimondi che già accoglieva la scuola del quartiere e varie associazioni, un polo di servizi alla persona ineludibili che ha fatto la storia di quel territorio.

Il centro giovani di fatto è un appartamento, con un corridoio lungo e stretto e diverse stanze, una cucina, un salone, diversi locali. In poco tempo lo spazio diventa un punto di riferimento per centinaia di ragazzi per i quali quel progetto diventa una sorta di seconda casa.

Gli educatori organizzano attività, laboratori, si allestisce una sala prove in cantina, si organizzano gite e uscite, si allestisce uno spazio di supporto per lo studio, si tessono relazioni con tutto il quartiere per supportare il territorio. Il centro giovani diventa un punto di riferimento non solo per il quartiere ma anche per la città, organizzando eventi, concerti, feste, incontri, dibattiti.

Negli anni 2000 nascono altre esperienze significative grazie alle cooperative Domus, Eidè e Terra dei Colori, che riescono ad attivare ben altri 4 centri di aggregazione giovanile.

Anche in questo caso il Comune di Parma per conto di diverse amministrazioni che si succedono negli anni gioca un ruolo fondamentale, investendo sulla ristrutturazione di alcuni spazi, reperendo fondi regionali e nazionali, realizzando progetti che ancora oggi rappresentano degli esempi di buone pratiche a livello sociale.

Basta visitare questi spazi per rendersi conto delle enormi potenzialità degli stessi e dell’offerta educativa e formativa che questi spazi sono in grado di attivare sui propri territori.

Spazi gratuiti e accessibili a tutti.

In questi anni caratterizzati dalla crisi economica il focus degli interventi educativi si è rivolto anche al mondo del lavoro, i centri giovani sono diventati anche luoghi di orientamento professionale e in alcuni casi spazi di ricerca e di offerta di opportunità di lavoro per diversi giovani.

Basta varcare la soglia di questi spazi per accorgersi dell’attenzione che si riserva al mondo giovanile nella nostra città: sale gioco, sale prove musicali, sale da ballo, sale informatiche, cucine, laboratori, officine….

Allora accomodatevi, prego, le porte sono aperte per tutti….!

Centro Giovani Villa Ghidini

Centro Giovani Montanara

Centro Giovani Federale

Centro Giovani Esprit

Centro Giovani Baganzola

Centro Giovani La Scuola del Fare

Spazio Giovani in Biblioteca Civica

Officina Arti Audiovisive

Articolo scritto da Stefano Manici, educatore ed insegnante.