Così Vicino Così Lontano

Così Vicino Così Lontano

Oggi più che mai si sente parlare di determinismo tecnologico:

se esiste un problema basta chiedere alla tecnologia, c’è sempre una soluzione.

Ci troviamo in un periodo storico senza precedenti in cui si sta compiendo un enorme cambiamento della società, che tende sempre di più verso una virtualizzazione:

la società digitale.

Le nostre identità hanno varcato i confini del mondo virtuale, trasformando le reti sociali del mondo fisico come ad esempio la famiglia o l’ambiente lavorativo.

I soggetti ritratti sono per lo più anziani e bambini, inseriti nella quotidianità caotica di diverse città europee, partendo da Berlino, Milano, Londra, Barcellona, Garda, Amsterdam e San Michele di Pagana.

Queste 17 immagini sono state selezionate tra più di 1500 scatti e sono per me una traccia di questo passaggio storico, un’impronta della transizione tra ieri e un oggi che tende sempre più verso un domani aleatorio. Una memoria in formato pixel di ciò che siamo adesso e che nasce dall’intenzione di poter catalizzare una presa di coscienza capace di stimolare l’evoluzione di una comunità frammentata e insicura, che tenda però verso la collaborazione, il coraggio e l’amore.

L’intenzione presente in ogni scatto parte dalla necessità di dover esprimere le solitudini e le distanze nei diversi luoghi della città, l’alienazione e l’isolamento di persone risucchiate da una realtà virtuale che ricopre sempre di più lo scorrere del tempo fisico.

L’idea di comporre questa narrazione fotografica, invece, nasce tra l’Università di Parma e la Fondazione Teatro Due, istituzioni che mi hanno permesso di partecipare al corso di Storia della Fotografia, condotto dalla professoressa Cristina Casero, e al laboratorio teatrale  “Così vicino Così Lontano”, guidato da Vincenzo Picone, che ha avuto un suo primo esito scenico il 18 maggio 2019 nella sala Bignardi del Teatro Due.

“Così Vicino, Così Lontano” è anche il titolo che ho scelto per questa raccolta fotografica, in modo che possa restituire un senso di continuità alla ricerca svoltasi in teatro, case di riposo e spazi cittadini.

L’ossidazione dei valori fondamentali sono visibili alla luce del sole, ma non all’occhio digitale e frenetico della quotidianità.

Lo scopo della raccolta è quindi quello di fermare alcuni istanti per essere compresi e percepiti.

Articolo a cura di Davide Giangaspare studente presso l’Università degli studi di Parma.