‘Cosa Sarà’: Francesco Bruni racconta la sua commedia più personale

‘Cosa Sarà’: Francesco Bruni racconta la sua commedia più personale

Dopo un lungo lavoro di riorganizzazione in digitale, il Parma Film Festival è cominciato. Lunedì sera, infatti, l’assessore alla cultura Michele Guerra ha inaugurato la 23° edizione di uno degli appuntamenti più importanti e seguiti dell’anno. Ad accompagnarlo c’è stata la docente Sara Martin che ha dialogato con lo sceneggiatore e regista Francesco Bruni. L’autore ha presentato il suo quarto lavoro da regista, Cosa sarà, uscito in sala a fine ottobre 2020.

Francesco Bruni, classe 1961, ha collaborato alla stesura di molte sceneggiature per il cinema, come quelle dei film diretti da Paolo Virzì, Ferie d’Agosto (1996), Ovosodo (199) e La prima cosa bella (2010), ma anche per la televisione, come la serie Il commissario Montalbano. Nel 2011 Bruni esordisce alla regia con il film Scialla! aggiudicandosi diversi premi David di Donatello.

Cosa sarà, con protagonista Kim Rossi Stewart, racconta la storia di un regista di commedie (che non fanno ridere) che scopre casualmente di avere la leucemia. Essendo necessario un trapianto di midollo, l’uomo intraprende un viaggio con la figlia adolescente per trovare la sorellastra.

La prima cosa di cui bisogna parlare è sicuramente il titolo. Originariamente, infatti, si sarebbe dovuto chiamare Andrà tutto bene. Nonostante descriva perfettamente l’atmosfera di ansia e leggerezza riprodotta nel film, questo titolo è stato modificato per evitare l’associazione con la pandemia. Il compromesso non ha fortunatamente modificato l’opera, una delle più sentite del regista.

Come tutti gli autori, infatti, Francesco Bruni è partito dall’esperienza autobiografica della malattia per sviluppare questo lungometraggio. Come si può trattare un argomento così intimo e personale senza il rischio di esserne trascinati dentro? Prendendolo con distacco. La storia è arricchita, infatti, di sogni, flashback e allucinazioni che allontanano in un certo senso Bruni dalla propria esperienza per catapultare, invece, lo spettatore in un racconto dolce e amaro costruito grazie al linguaggio del cinema.

Uno dei punti di forza è sicuramente rappresentato dal voler ricercare atmosfere leggere, come si è anticipato. Il tema principale è costituito dalla malattia ma è affrontato attraverso il genere della commedia. A questo punto è necessaria un’importante precisazione: ”quando si parla di commedia vi sono diverse sfumature che può assumere, dalla risata aperta al sorriso interiore: io mi sono ostinato a scegliere quest’ultima, scontrandomi spesso con coloro che preferivano la prima” commenta Francesco Bruni. “Con questo film, però, mi sono tolto un sassolino dalla scarpa, realizzando la mia visione”. In questo modo dramma e leggerezza si coniugano perfettamente.

Il film, ritirato dalle sale dopo troppo poco tempo, è stato diffuso la sera stessa, dopo la chiacchierata, tramite il portale MioCinema, aprendo nel migliore dei modi il Festival.